Boulle e la Wallace Collection 
Wallace CollectionLa Wallace Collection è un museo di Londra che espone una mostra di fama mondiale di prestigiose arti decorative, spazianti dal 15 ° al 19 ° secolo e disposte in 25 gallerie.
Fu fondata nel 1897 attraverso la collezione privata di Richard Seymour-Conway, che la lasciò al suo figlio illegittimo Sir Richard Wallace.
La vedova di Wallace lasciò a sua volta in eredità l'intera collezione al Regno Unito e il museo fu aperto al pubblico nel 1900 a Hertford House, Manchester Square, dove la collezione si trova tuttora nella sua interezza, dato che la più importante condizione del lascito era che nessun oggetto dovesse mai lasciare il museo, neppure in prestito ad altre esposizioni.
 
La Wallace Collection ospita una delle più importanti collezioni di mobili francesi del Regno Unito e si colloca accanto al Musée du Louvre, a Waddesdon Manor, al Getty Museum e al Metropolitan Museum of Art come uno dei più importanti e celebrati musei del mondo.
Tra gli oltre cinquecento pezzi, costituiti in gran parte da mobili francesi del XVIII secolo, particolare prestigio ricopre la collezione di oggetti (22 in totale) attribuiti a Andreé-Charles Boulle (1642-1732), forse il più noto ebanista mai vissuto.
La collezione spazia da mobili contenitivi, la maggior parte dei quali sono impiallacciati con intarsi in ottone e guscio di tartaruga (comunemente noto come intarsio "Boulle") o con intarsi in legno, a sedie, orologi e barometri, articoli bronzo-dorati completati da porcellane e pietre preziose, e ancora camini, specchi, scatole e cassettiere.

Nella cultura metropolitana della Francia, I mobili francesi, specialemente quelli di provenienza parigina, incarnano una delle principali correnti del design nell’ambito delle arti decorative europee, estendendo la loro influenza dalla Spagna fino alla Svezia e alla Russia. Una tradizione ininterrotta di apprendisti, già completamente formati quando il centro di design per l'arredamento di lusso fu spostato da Anversa a Parigi nel 1630, è stata lentamente mortificata dalla rivoluzione industriale, pur continuando la loro produzione fino alla Seconda Guerra Mondiale: a questo proposito, l'ultimo degli ébénistes parigini che lavorava in un atelier tradizionale fu Èmile-Jacques Ruhlmann (1879-1933).

Andreé-Charles Boulle (11 novembre 1642 - 28 febbraio 1732) è generalmente considerato come il più importante artista di tutti i tempi nel campo dell’ intarsio e come "il più notevole di tutti gli ebanisti francesi".
La sua fama ha portato a dare il suo nome allo stile da lui perfezionato con gli intarsi in ottone e guscio di tartaruga, oggi appunto noto come Boulle (o come Buhl, nel Regno Unito del 19 ° secolo).
Andreé era il figlio di Jean Boulle, il cui nome originale era Johan Bolt ed era di origine tedesca.
 
La reputazione di Boulle deve aver avuto inizio all'età di 30 anni, quando gli fu concesso uno degli alloggi nelle gallerie del Louvre che Enrico IV aveva deciso di destinare agli artisti favoriti dalla corona.
A Boulle fu dato l’alloggio del defunto Jean Macé nel 1672, su raccomandazione del ministro delle arti Jean-Baptist Colbert, che descrisse Boulle come "le plus habile ébéniste de Paris" (l'ebanista più abile di Parigi): Boulle fu impiegato per molti anni a Versailles, dove le pareti a specchio, i pavimenti di mosaico in legno, il rivestimento e gli arredi intarsiati nella Cabinet du Dauphin (1682-1686) sono considerati il suo più brillante lavoro.

Le commissioni reali riservate a Boulle erano numerose: principi stranieri e importanti nobili, così come ministri e finanzieri del suo Paese affidarono a lui lavori prestigiosi e il motto dell’abate di Marolles, "Boulle y tourne en ovale", é diventato un’importante citazione nell’ambito della letteratura di ebanisteria francese.

Nonostante il suo talento, la facilità con cui lavorava, i prezzi elevati da lui richiesti e il fatto che le sue botteghe fossero piene di abili artigiani, Boulle era costantemente a corto di denaro, per lo più come conseguenza della sua ossessione per la raccolta di opere d'arte.
Non sempre pagava i suoi operai.
Clienti che avevano sottoscritto importanti anticipi non ricevettero mai i pezzi che avevano ordinato e più di una domanda fu presentata per ottenere il suo arresto per debiti e il suo internamento presso il manicomio del Louvre.
 
Nel 1704, il re gli concesse una protezione di sei mesi dai suoi creditori, a condizione che Boulle utilizzasse questo tempo per regolarizzare i suoi affari oppure "ce sera la dernière grace que sa majesté lui fera l'dessus" (questo tempo sarebbe stata l’ultima grazia che Sua Maestà gli concedeva).
Vent’anni dopo, uno dei suoi figli fu arrestato a Fontainebleau e tenuto in prigione per debiti fino a quando il re non lo fece rilasciare.
 
Nel 1720, le sue finanze furono rese ancora più imbarazzati da un incendio che, a partire in un altro atelier, si estese alla sua bottega in Place du Louvre, dove distrusse 20 banchi di lavoro e i relativi strumenti di diciotto ébénistes e due menuisiers.
L'inventario delle sue perdite, che superò le 40.000 livree, enumerò le opere di molti grandi del passato, tra cui 48 disegni di Raffaello, modelli in cera di Michelangelo e il diario manoscritto conservato da Rubens in Italia.
Boulle frequentò ogni vendita di disegni e incisioni.
Prendeva in prestito denaro ad altissimi interessi per pagare i suoi acquisti, e quando la vendita successiva aveva luogo, elaborava nuovi espedienti per ottenere altri soldi.
La raccolta di opere d'arte fu una mania da cui, disse la sua amica Mariette, era impossibile curarlo.
 
Morì nel 1732, pieno di fama, anni e debiti.
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