Tutti i designers del Presidente

The-Oval-Office

Lo Studio Ovale, posizionato nell’ala ovest della Casa Bianca, è l’ufficio personale del Presidente degli Stati Uniti d’America.

Ha una forma ellittica, un camino nella parte a nord e tre grandi finestre rivolte a sud, proprio alle spalle della Resolute desk, che è la grande scrivania fatta costruire dalla regina Victoria con il legno della nave d’esplorazione britannica HMS Resolute e successivamente donata al Presidente Rutherford B. Hayes nel 1880.

Da allora, molti Presidenti hanno utilizzato questa scrivania, ma fu il Presidente John F. Kennedy, o meglio sua moglie Jacqueline, ad introdurla nello studio ovale per la prima volta.

Lo Studio Ovale, largo quasi 11 metri e profondo 8,8, ha quattro porte: la porta ad est dà sul giardino di rose della Casa Bianca, la porta ad ovest porta ad uno studio privato più piccolo, la porta a nord-ovest dà sul corridoio principale dell’ala ovest e la porta a nord-est porta all'ufficio del segretario del presidente.

E’ una consuetudine, per i Presidenti, operare cambiamenti all’arredo della Casa Bianca e dello Studio Ovale in particolare e quindi, durante le varie amministrazioni, il più importante ufficio del mondo ha beneficiato di vari restyling, sempre finanziati dal fondo per le cerimonie di insediamento e dalla White House Historical Association.

Gerald R. Ford, nato con il nome di Lesile Lynch King Jr., fece temporaneamente rimuovere la Resolute desk, recuperata però dal suo successore, James E. Carter, meglio noto come Jimmy, che non cambiò né il tappeto né i tendaggi scelti dal trentottesimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Durante la presidenza di Ronald W. Reagan, fu la First Lady Nancy a contribuire all’arredamento dell’ufficio del marito, ordinando la disposizione dei mobili e una scelta spartana dei colori dei tendaggi e delle pareti. 

Scelta avallata dal Presidente George H.Bush, ma non dal suo successore, WilliamBillJ.Clinton, che affidò alla designer Kaki Hockersmith la più approfondita rivisitazione cromatica che lo Studio Ovale avesse conosciuto in decenni.

Kaki Hockersmith utilizzò infatti un vibrante ventaglio di colori, che comprendevano diversi toni di crema, oro, cremisi e blu zaffiro, e definì un insieme più impattante per gli occhi dei visitatori.

Nel 2001, l’anno del drammatico attentato alle Torri Gemelle del World Trade Center di New York, iniziò il suo primo mandato George W.Bush, che fece ammorbidire i colori della Stanza Ovale, scegliendo tra tonalità più sobrie di grigio, celadon e blu scuro: in questa occasione, il responsabile delle nuove scelte in ambito arredativo fu il decoratore di interni texano Ken Blasingame.

E veniamo così all’attualità: un paio di anni fa, la settimana di vacanza a Martha’s Vineyard del Presidente Barack H. Obama con la sua famiglia ha consentito un nuovo, completo aggiornamento dello Studio Ovale, in tempo per il discorso a reti unificate sulla fine della guerra in Iraq.

Stando a delle indiscrezioni del The Washington Post, a curare questo rifacimento sarebbe stato Michael S. Smith, lo stesso interior designer di Los Angeles che ha ristrutturato le stanze private della famiglia del quarantaquattresimo inquilino della Casa Bianca. Intervistato, Smith non ha confermato, chiarendo semplicemente che non può parlare dei propri clienti, ma sono stati in diversi ad ipotizzare il suo intervento.

Lo Studio Ovale ha adesso una nuova carta da parati a strisce, un tappeto fatto su misura su precisa richiesta di Obama, nuove sedie e un tavolino da caffè che, nello stile, rappresenta l’elemento di discontinuità più evidente rispetto al passato.

Nell’insieme, questa versione della Stanza Ovale risulta essere una delle più eleganti in assoluto, bilanciata nella scelta dei colori ma con una personalità precisa, accogliente e forse perfettibile solo a livello di tendaggi.

Il nuovo tappeto, in particolare, di color crema con bordi blu, è caratterizzato al centro dal classico sigillo presidenziale e riporta lungo i bordi una decorazione con cinque iscrizioni: cinque citazioni scelte tra quelle di quattro illustri ex Presidenti che Obama considera particolarmente ispiranti e una quinta attribuita erroneamente a Martin Luther King.

Le cinque iscrizioni sono le seguenti:

Il governo è del popolo, dal popolo, per il popolo"
Abraham Lincoln

La ricchezza di ciascuno di noi dipende dalla ricchezza di tutti noi
Theodore Roosevelt

L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa
Franklin D. Roosevelt

Nessun problema nel destino dell’umanità è più importante degli esseri umani
John F. Kennedy

L’arco dell’universo morale è lungo, ma piega verso la giustizia
Martin Luther King Jr. (Theodore Parker)

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